Fornire le armi rappresenta un modo per prolungare questa agonia che condanna il popolo ucraino ad una sofferenza senza fine, nel silenzio generale. Il più pugnace si rivela comunque Mario Draghi che cerca di dimostrare in ogni occasione di essere il più fedele e servile alleato degli USA.
Sul conflitto scoppiato a qualche centinaia di chilometri dai nostri confini, pesa come un macigno il silenzio assordante dei giovani. Mentre ogni giorno, sui media, dobbiamo sorbirci le opinioni di battaglioni di esperti o presunti tali, tutte rigorosamente allineate al pensiero unico, della voce degli studenti non c’è traccia. Eppure la tragedia di una guerra scoppiata al centro dell’Europa, dovrebbe suscitare emozioni e preoccupazioni molto forti, soprattutto tra adolescenti e ragazzi. La maggioranza di loro, si dimostra sempre pronta a scendere in piazza per sostenere i diritti degli immigrati, degli omosessuali, dei gruppi LGBT o per difendere l’ambiente. Recentemente, in un liceo romano, sono arrivati al punto di scioperare, per una battuta infelice di un’insegnante che aveva criticato una studentessa per il suo abbigliamento poco consono ad un’aula scolastica.
Nelle manifestazioni degli studenti, la bandiera più gettonata è quella arcobaleno con al centro la scritta “pace” ma nel momento in cui andrebbe sventolata con maggior forza sono spariti tanto i cortei quanto le bandiere. Nessuna protesta contro un governo che invece di mediare tra le parti si è schierato apertamente con uno dei due contendenti, pur avendo avuto, per anni, stretti rapporti economici e di amicizia con l’altro. Un governo che getta benzina sul fuoco, decidendo di rifornire di armi l’Ucraina e adottando nuove e ancor più gravi sanzioni contro la Russia, rischiando di provocare un allargamento del conflitto che potrebbe sfociare in una guerra nucleare della quale europei ed italiani sarebbero le prime vittime. Un governo che si è schierato a fianco dei falchi di Washington nel cercare di isolare la Russia spingendola sempre più tra le braccia della Cina; un governo che ha deciso di aumentare le spese militari per accontentare USA e NATO; un governo che secondo quanto dichiarato da Zelensky ha promesso “la disponibilità dell’Italia di unirsi alla creazione di un sistema per le garanzie di sicurezza a sostegno dell’Ucraina”, non escluso l’intervento armato.
Nell’era moderna ed a tutte le latitudini, gli studenti hanno sempre rappresentato una spina nel fianco dei governi. In Italia da quando i post- comunisti sono giunti nelle stanze dei bottoni, questo non è più avvenuto. L’egemonia culturale della Sinistra è riuscita nell’intento di lobotomizzare i giovani, convincendoli di essere vivi e di lottare per qualcosa perché manifestano in difesa di presunte discriminazioni nei confronti di alcune minoranze, mentre di fronte ad una tragedia come questa guerra rimangono nel più assoluto silenzio.
Ormai il PD ha sposato l’ideologia globalista ed ha come punto di riferimento gli Stati Uniti, ha indossato l’elmetto ed è andato in guerra per difenderne gli interessi. Nel 1999, l’allora presidente del consiglio D’Alema, inaugurò il nuovo corso post-comunista appoggiando l’aggressione NATO alla Serbia con 78 giorni di ininterrotti bombardamenti, nel corso dei quali furono sganciate 2.700 tonnellate di esplosivo che colpirono case, ospedali, scuole, edifici pubblici e culturali, provocando un numero ancora oggi indefinito di vittime.
E, a proposito della guerra nella ex Jugoslavia occorre anche ricordare che 7600 militari italiani si sono ammalati a causa dei proiettili all’uranio impoverito utilizzati dalla NATO durante i bombardamenti del 1999 in Jugoslavia e di questi, 400 sono deceduti. Aggiungasi poi che i parenti delle vittime non hanno percepito alcun risarcimento, non essendo stata riconosciuta la causa di servizio alle vittime. Il servilismo dell’Italia nei confronti della Nato non ha limiti.
Da allora il PD ne ha fatta di strada: è riuscito ad impossessarsi del complesso militare-industriale e politico con Lorenzo Guerini ministro della Difesa; Luciano Violante, presidente della Fondazione Leonardo; Marco Minniti, Fondazione Med-Or; Alessandro Profumo, Amministratore Delegato Finmeccanica; Nicola La Torre, Direttore Generale Agenzia Industrie Difesa. Senza dimenticare il già citato Massimo D’Alema che sembra essersi riciclato come intermediario per la vendita di armi alla Colombia. Non appare, perciò azzardato affermare che dietro la fornitura di armi all’Ucraina e gli incitamenti alla resistenza rivolti a Zelensky, possano non essere estranei interessi economici enormi.
Il più pugnace si rivela comunque Mario Draghi che cerca di dimostrare in ogni occasione di essere il più fedele e servile alleato degli USA al punto che qualche maligno sostiene come dietro questa sua “captatio benevolentiae” verso Washington possa esserci il desiderio di assumere la carica di Segretario Generale della NATO in scadenza nel settembre 2023.
I nostri politici appoggiano uno Zelensky che si mostra sempre più oltranzista sulla pelle dei propri cittadini, sospinto su questa strada da Washington e Londra che hanno interesse a far impantanare il più a lungo possibile i russi. Fornire le armi rappresenta un modo per prolungare questa agonia che si concluderà comunque con la neutralità dell’Ucraina, la perdita di Crimea e Donbas e probabilmente anche il sud del Paese (Mariupol).
Un intreccio di interessi condanna il popolo ucraino ad una sofferenza senza fine, nel silenzio generale .